giovedì 30 giugno 2011

Cicoria Indivia Scarola o Endivia

endive_kivircik_hindiba_2.jpgVarietà: Le scarole o indivie oppure endivie appartengono alla grande famiglia delle cicorie. Sotto il nome di cicoria sono raggruppate una grandissima varietà di specie orticole appartenenti alla famiglia delle Composite (la stessa di carciofi, cardi, lattuga), originarie perlopiù del bacino del Mediterraneo.


Per riassumere, possiamo distinguere le cicorie in alcuni gruppi, per meglio orientarsi in questo vasto panorama.



  • Cicorie a foglia, da taglio: es. Spadona, bionda di Trieste, Scirolo

  • Cicorie a foglia verde, da cesto: Bianca di Milano, Pan di zucchero

  • Cicorie da foglie e steli: cicoria catalogna, cicoria “da puntarelle”

  • Cicorie da radice: radici più o meno amare, da consumare cotte, come la cicoria di Soncino

  • Cicorie colorate, da taglio e da cesto


 


In questa occasione parliamo delle prime delle prime, cicorie scarole da taglio o da cespo che si raccoglie una volta senza ricrescita.Si dividono in due grandi gruppi:


Indivia Scarola


Indivia Riccia.


Tra le scarole ricordiamo: la Gigante degli ortolani, la Full heart medio-precoce, la Di Lusia, la Bionda a cuore pieno, la Cornetto di Bordeaux. Tra le ricce citiamo: la Pancalieri a costa bianca, la Padovana a costa larga, selezione Zorzi, la Romanesca, la Riccia sempre bianca, la Saint Laurent, la Gloire de l’exposition, la Di Ruffec, la Riccia cuore d’oro.



images.jpgClima e terreno: le endivie prediligono i climi temperati, benché dimostrino una discreta resistenza al freddo. Non sopportano la siccità. I terreni di medio impasto, sciolti, privi di ristagni d’acqua e ben dotati di sostanza organica sono i migliori.


Avvicendamento: è consigliabile non ripetere la coltura sullo stesso appezzamento prima che siano trascorsi almeno 3 anni, Le indivie possono precedere patate, cipolle invernali, pomodori,


Consociazione: è sconsigliata quella con fagioli rampicanti, cavoli, finocchi, mentre sembra vantaggiosa l’associazione a porri e cicoria.


Semina: può essere effettuata in piena estate in semenzaio per trapianto quando le piantine hanno emesso la quarta foglia alla distanza di 25-30 cm sulla fila e 40-50 cm tra le file; oppure direttamente a dimora da luglio a settembre. La profondità di semina è di l cm. l g di seme è sufficiente per l mq di semenzaio.


Concimazioni e cure: si distribuiscono 2-3 quintali di letame maturo per 100 mq di terreno qualche mese prima della semina interrandolo con una vangatura alla profondità di 30-35 cm. Non bisogna fertilizzare con concime organico fresco e non ben decomposto.
Le cure colturali prevedono irrigazioni, le quali si rendono necessarie subito dopo il trapianto e nelle stagioni con andamento climatico siccitoso e che, comunque, devono essere distribuite in numero sufficiente anche durante il ciclo. Scerbature e zappettature servono ad arieggiare il terreno e tenerlo sgombro dalle infestanti, mentre diradamenti e sostituzioni di piantine manterranno uniforme l’investimento. L’imbianchimento dei cespi verrà praticato con copertura di materiale scuro, legatura delle foglie, tunnel di film plastico nero.


Raccolta: a scalare man mano che i cespi hanno misure idonee alla varietà d’appartenenza. Generalmente s’effettua in autunno, inverno e inizio,primavera.


Malattie: oltre a malattie e parassiti della lattuga e la cicoria, ricordiamo l’afide nero e il pidocchio bianco delle radici. Tra le crittogame citiamo, invece, la ruggine.

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