mercoledì 8 giugno 2011

La Concimazione

09098-1.gifConcimazione o fertilizzazione? Niente non dà niente quindi, se vogliamo ottenere dai nostri ortaggi delle buone produzioni, bisogna concimare il terreno in modo che esso possa a sua volta nutrire le piante.
Un tempo la concimazione era basata quasi esclusivamente su fertilizzanti di natura organica (letame, sovescio ecc.), mentre oggigiorno sono disponibili in commercio anche una vasta gamma di concimi chimici di sintesi.
E qui nasce un’appassionante problematica che mette di fronte da una parte i sostenitori dei concimi chimici e dall’altra le file sempre più folte di quanti vedono nelle tecnologie biologiche una reale alternativa per evadere i canoni di un’agricoltura troppo spinta, che poco tiene conto dei naturali equilibri dell’ecosistema. In particolare, i primi celebrano la praticità di distribuzione dei concimi di sintesi e la loro rapidità di azione nei confronti dei più macchinosi concimi organici ai quali, comunque, dovrebbero fare solo da integratori. La tecnica di agricoltura biologica, invece, preferisce sostituire il restrittivo termine “concimazione” con quello più ampio e articolato di “fertilizzazione” e imputa all’impiego sconsiderato di prodotti chimici tutta una serie di negatività come, per esempio, l’eutrofizzazione dei corsi d’acqua e il proliferare di attacchi parassitari. Infatti gli appassionati di agricoltura biologica vedono nel fenomeno della sovralimentazione provocato dalle abbondanti concimazioni con prodotti di origine chimica, la causa dell’eccessivo sviluppo sia di parassiti di origine animale, come afidi e ragnetti rossi, sia di origine vegetale, come oidio e botrite. Al loro posto l’agricoltura biologica preferisce l’impiego di concimi organici o minerali, i cui principi nutritivi, non essendo prontamente solubilizzabili, stimolano l’azione dei microrganismi del terreno favorendone, di conseguenza, lo sviluppo. In tal modo verrebbe salvaguardato il naturale equilibrio microbico, garantendo nel contempo la presenza di sostanza organica nel terreno, presenza che non possono portare i concimi chimici.
Chi ha ragione? Difficile dirlo, forse la verità sta nel mezzo, certo è che il letame rimane il re dei concimi, indispensabile soprattutto per il prezioso apporto di sostanza organica e carica microbica che procura al terreno, mentre, a nostro avviso, i concimi chimici è bene vengano impiegati in dosi molto modeste, come integratori di quelli organici e solo nel caso di effettiva necessità.

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