domenica 5 giugno 2011

Come migliorare il terreno dell'orto

orto-degli-anziani.jpgQual è il tipo di terreno ideale che possa andar bene alla stragrande maggioranza dei vegetali? Presto detto: quello di medio impasto, ovvero un terreno dove sabbia, argilla e scheletro (così si definiscono tecnicamente le particelle con diametro superiore ai 2 mm) siano contemporaneamente presenti in giuste proporzioni. Il terreno di medio impasto si lavora con facilità, mantiene la forma ricevuta, lascia filtrare l'acqua, trattenendone la quantità necessaria alla vita delle piante.
Se il terreno del nostro orto non è tale, toccherà a noi ammendarlo con l'aggiunta di terra di natura opposta, opportune lavorazioni e concimazioni organiche.


Qual'è la struttura del nostro terreno da orto?


Al di là del fatto che in un terreno possano prevalere sabbia, argilla o scheletro, è importante conoscere la struttura del suolo su cui si vuole operare. Per struttura si intende la disposizione che assumono le diverse particelle all'interno del terreno. Semplificando al massimo il concetto, possiamo individuare tre tipi di struttura: lacunare, compatta e glomerulare. Nella prima le particelle si dispongono ai vertici di un quadrato ideale; nella seconda ai vertici di un triangolo; nella terza si raggruppano tra loro formando dei glomeruli. La struttura lacunare, a causa dei numerosi spazi vuoti che lascia tra una particella e l'altra, è indubbiamente una disposizione eccellente in quanto aiuta il diffondersi dell'apparato radicale, facilita la circolazione dell'aria e dell'acqua, favorisce l'azione dei microrganismi aerobi utili.




Al contrario la struttura compatta risulta la peggiore in quanto in essa sono ridotti al minimo gli spazi vuoti, il che rende difficili le lavorazioni e crea presupposti sfavorevoli al realizzarsi dei fattori positivi precedentemente esposti.
La struttura glomerulare, infine, è tipica delle finissime particelle argillose che, addensan-
dosi tra loro, vanno a formare dei glomeruli che a loro volta possono disporsi nel terreno sia con una disposizione lacunare che compatta.
Non è difficile rendersi conto del tipo di struttura posseduta dal nostro orto. Infatti anche a un superficiale esame visivo la soffice struttura lacunare risalterà al confronto con la compatta suola di un terreno incolto.
Come migliorare la struttura del terreno - I terreni eccessivamente compatti presentano degli svantaggi notevoli in quanto la loro elevata tenacità e adesione li rendono particolarmente difficili da lavorare. Inoltre sono poco permeabili, in quanto non lasciano
filtrare l'acqua che finisce con il ristagnare, creando condizioni di asfissia radicale. Al  contrario, in caso di siccità, essi subiscono contrazioni che si manifestano con tipiche fessurazioni e screpolature. Per solito i terreni soggetti a un'eccessiva compattezza sono
quelli ad alto contenuto di particelle fini, ossia i terreni argillosi e limosi.
Nel caso in cui il nostro orto presentasse tale difetto, possiamo intervenire nei seguenti modi.
Apportando sostanza organica (letame, sovescio, composta, terricciati ecc.). L'aggiunta
di materiale organico migliora sensibilmente la struttura del suolo favorendone la permeabilità a scapito della compattezza. Nel caso intendessimo ricorrere al sovescio, è consigliabile impiegare una leguminosa.
Distribuendo giuste dosi di sabbia al terreno. Questa pratica che sarebbe costosa nel caso fosse applicata su superfici estese, trova una sua giusta collocazione in un piccolo appezzamento qual è l'orto. Le grossolane particelle di sabbia verranno perfettamente amalgamate a quelle assai più piccole dell'argilla e del limo equilibrando così la struttura.
Apportando al terreno opportune quantità di marna oppure di calce. La marna è una terra particolarmente ricca di calcare e quindi di calcio, il quale svolge benefici effetti sulla struttura del terreno in quanto sollecita la coagulazione delle particelle argillose migliorando la porosità. Funzione analoga svolge la calce.
Attuando numerose lavorazioni. Le lavorazioni frequenti espongono il terreno all'azione disgregatrice degli agenti atmosferici che ne attuano la compattezza a vantaggio della porosità. È sufficiente osservare un terreno lavorato di fresco e confrontarlo con un terreno poco lavorato per rilevare l'evidente miglioramento strutturale apportato dall'intervento operativo.
I terreni eccessivamente sciolti presentano pur essi evidenti difetti di natura opposta a quelli manifestati dai terreni troppo compatti. I terreni che per solito incorrono in questa deficienza strutturale sono quelli la cui costituzione è caratterizzata dalla presenza elevata di particelle a grana grossa (scheletro, sabbia). Essi dimostrano scarsa coesione e adesione, poca coerenza e imbibizione. La loro eccessiva permeabilità gli impedisce di trattenere l'acqua, esponendoli alla siccità. Gli interventi che possiamo mettere in atto per ovviare a questa deficienza di base si possono riassumere nel seguente modo.



  • Interventi che prevedono l'aggiunta di sostanze organiche. La sostanza organica,
    mai abbastanza esaltata nei molteplici ruoli positivi che svolge nei confronti del terreno, oltre migliorare la struttura compatta, riesce positiva anche nel caso opposto. La sua rilevante capacità di assorbire e trattenere l'acqua si dimostra
    particolarmente valida per ovviare ai difetti dei terreni troppo sciolti, nei quali aumenta, inoltre, coerenza e adesione.

  • Apporti di materiali argillosi. Similmente al caso precedente, nel quale si miglioravano i terreni argillosi aggiungendo sabbia, in questa situazione
    diametralmente opposta misceleremo argilla a un terreno che possiede un eccessivo contenuto di sabbia. Ancora una volta la limitatezza dell'area sulla quale intervenire permetterà d'effettuare l'operazione con una modica spesa.
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