giovedì 30 giugno 2011

Concimi minerali fosfatici

280px-Tripelsuperfosfaat_(triple_phosphate).jpgI concimi minerali sono ricavati da rocce e minerali che si rinvengono in natura, finemente macinati, essiccati e calcificati. Distribuiti nel terreno, i concimi minerali dimostrano una solubilità alquanto limitata condizionata pure dal tipo di suolo che li riceve, dalla capacità di assunzione dei diversi ortaggi, nonché dalla carica microbica posseduta dal terreno stesso. Essi si suddividono in base all’elemento fertilizzante che maggiormente li caratterizza. I più importanti sono quelli fosfatici e potassici.


Concimi minerali fosfatici


Sono: le fosforiti, le scorie Thomas e la farina d’ossa.
Le fosforiti si estraggono da giacimenti localizzati in diverse parti del globo: Nord Africa, Stati Uniti ecc. Costituite prevalentemente di fosfato tricalcico, la loro solubilità nel terreno è scarsissima, per cui si cerca di aumentarla macinandole finissimamente e distribuendole in terreni neutri o con basso contenuto di calcio. Possono essere utilizzate per concimare alcune colture particolarmente avide di calcio e per integrare il letame o il materiale da composto. Il loro contenuto di anidride fosforica, ossia del composto che esprime il grado di fertilità dei concimi fosfatici, varia dal 25 al 35% a seconda della quantità di fosforo presente nelle rocce da cui derivano.
Nel campo dei concimi chimici di origine minerale, dalle fosforiti, previo trattamento con acido solforico, si ottengono i perfosfati minerali i quali hanno un titolo variabile dal 16 al 22%. L’acido solforico trasforma il fosfato tricalcico, difficilmente solubile nel terreno, in monocalcico (solubile in acqua) e bicalcico (solubile in una soluzione leggermente acidulata quale è per solito la soluzione circolante del terreno).




Con questo trattamento chimico, perciò, le fosforiti vedono altamente aumentata la loro solubilità, ma occorre inoltre tenere conto, al momento della distribuzione, che l’acido solforico, con il quale sono venute a contatto, lascia nel terreno un residuo solforico il quale è fisiologicamente acido. Per cui ne deriva che i perfosfati minerali hanno un pH acido e perciò non vanno distribuiti in terreni che già presentano questo eccesso. Al contrario la loro somministrazione in terreni con pH basico può risultare vantaggiosa in quanto farebbe diminuire l’alcalinità.


La farina d’ossa è un concime fosforico di origine animale in quanto ottenuto dalla calcinazione delle ossa degli animali uccisi nei mattatoi. Anche in questo caso il fosforo è presente sotto forma di fosfato tricalcico e il loro contenuto di anidride fosforica varia dal 18 al 22%. Contengono pure una piccola quantità di azoto. Si distribuiscono in terreni acidi o neutri. Similmente alle fosforiti la farina d’ossa può essere trattata con acido solforico ottenendone un concime chimico che titola 18- 20%. Anche in questo caso il fosfato tricalcico viene trasformato in monocalcico e bicalcico. Questo concime ha nome perfosfato d’ossa.


Le scorie Thomas rappresentano un prodotto di scarto dell’industria siderurgica. Originate dalla depurazione della ghisa, hanno un contenuto di anidride fosforica variabile dal 14 al 20%. Esse contengono, inoltre, anche calce, circa il 10%, che le rende utili nella concimazione dei terreni acidi o carenti di calcio. Hanno un effetto fertilizzante piuttosto lento per cui la loro distribuzione nell’orto dovrà avvenire nella stagione invernale o, comunque, molto prima di effettuare le semine. Possono pure essere vantaggiosamente mescolate alla sostanza organica utilizzata per preparare il compostaggio.

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